Amici del Volley!
Continuiamo oggi la rubrica della PACH96![]()
“SPEAK & SPAKKA!
“, con la quarta puntata dedicata ad uno dei punti fermi della Pallavolo cittadina e non solo.
Dopo l’intervista a Matteo la Sorda, il Coach della nostra squadra di Serie D femminile, ad Andrea Mancini, uno dei massimi dirigenti della nostra societĂ , e ad Alceo Esposito, attualmente Coach della nostra squadra di Seconda Divisione, vi proponiamo oggi l’intervista esclusiva ad uno che “SPAKKA!”, e che non ha bisogno di grandi presentazioni: Adriano Pierantoni!
Vi auguriamo una buona lettura! E, se vi va, lasciate il vostro commento!
1. Ciao Adriano! Ti porgo nuovamente il benvenuto nella famiglia della PACH96! Puoi raccontarci cosa ti ha spinto a unirti al nostro progetto e come ti stai trovando nel mondo della PACH96?
R. Per vari motivi personali e lavorativi, avevo deciso di smettere di allenare; poi Andrea Mancini, da marzo, ha iniziato un martellamento continuo chiedendomi di dare una mano in qualsiasi “area societaria”. E’ difficile trovare una Società (anche tra quelle più blasonate) che a marzo stia già pensando e pianificando la prossima stagione agonistica ed è per questo che ho accettato “in bianco” pur non sapendo ancora quale sarebbe stato il mio ruolo. Poi a giugno si è creata la necessità di strutturare l’emergente settore maschile; pertanto, con Andrea e Rea, abbiamo iniziato a lavorare per l’organizzazione dei gruppi.
2. Tu hai alle spalle una carriera da allenatore molto importante. Raccontaci un po’ del tuo passato: come hai iniziato ad approcciarti al mondo della Pallavolo e cosa ti ha spinto a diventare allenatore e poi a proseguire su questa strada?
R. L’inizio con la pallavolo, come giocatore, è stato con il Prof. Renato Iezzi alle scuole medie e di conseguenza l’iscrizione all’allora Napolplast Chieti; poi all’età di 17 anni mi è stata fatta la proposta di dare una mano ad un allenatore di un gruppo femminile che non poteva essere sempre presente.
In seguito, sempre nel settore femminile con il CUS Chieti, con un paio di titoli Provinciali e Regionali, l’esperienza come secondo in serie B e come primo in serie D e C fino all’esperienza “fuori casa” per quattro anni a Collecorvino. Dopo di che inizia una nuova vita nel settore maschile, prima a Pescara con la Vianello (secondo allenatore di serie B e primo in serie D con vittoria del campionato), poi due anni a Montesilvano come allenatore della serie C ed under 18 con altro titolo regionale, per poi proseguire tre anni ad Alba Adriatica in serie C. Rientro a Chieti con la Teate Volley per diversi anni e con vari titoli regionali.
Ho notato che riuscivo ad avere una buona empatia con i gruppi che allenavo oltre al fatto che riuscivo a far migliorare le loro abilitĂ ; questo mi spingeva a migliorarmi per poter offrire loro degli allenamenti sempre piĂą efficaci.
3. Qual è stato il momento più significativo per te nella tua carriera di allenatore e perché?
R. Ci sono stati due momenti importanti: 10 anni di Responsabile del Centro di Qualificazione Regionale Abruzzo e Referente Tecnico ed i 4 anni come collaboratore per i processi selettivi dello staff delle Nazionali Giovanili. Queste attivitĂ mi hanno permesso di conoscere la Pallavolo fuori dalla nostra Regione.
4. Quest’anno il tuo ruolo nella PACH96 è quello di coordinatore dell’intero settore maschile. Quali sono le tue prime impressioni sulle squadre che lo compongono e quali saranno i campionati che vedranno impegnati i nostri giovani atleti?
R. Parteciperemo a tutti i campionati a partire dall’Under 15 “a scendere”, dal prossimo anno anche un campionato di serie. Quest’anno abbiamo avuto un buon numero di iscritti nel maschile, purtroppo sono ancora “acerbi”, pertanto abbiamo bisogno di qualche anno per iniziare a strutturare gruppi che possano essere competitivi.
5. Come pensi di applicare la tua vasta esperienza e conoscenza al coordinamento del nostro settore giovanile e quali sono gli obiettivi principali che tu e la PACH96 vi siete prefissati per questa stagione con i nostri giovani atleti?
R. Il primo aspetto, come Società , è il passaggio da gruppo ricreativo/associativo a quello agonistico/competitivo; come staff tecnico una maggiore sinergia e condivisione delle risorse, dei programmi e delle idee nel rispetto dei propri ruoli. Con gli atleti, l’obiettivo, sarà quello di migliorare la loro capacità e soprattutto conoscenza del gioco, prima ancora delle tecniche.
6. Puoi condividere qualche consiglio per i giovani allenatori che aspirano a raggiungere il tuo livello di successo?
R. L’unica ricetta che conosco e che consiglio, quando faccio le lezioni agli allenatori, è studiare. La formazione, la conoscenza, l’aggiornamento continuo sono aspetti molto importanti per essere un tecnico qualificato. Il rapporto che lega un allenatore e un atleta è unico nel suo genere e questi hanno una influenza notevole non solo nella sfera tecnica ma anche e soprattutto in quella sociale e culturale. Gli allenatori sono allo stesso tempo insegnanti, organizzatori e mentori; portano gli atleti a ottenere risultati che altrimenti non avrebbero mai potuto raggiungere da soli. Li spingono verso una crescita personale e sportiva. Questa relazione così particolare è definita come “una situazione in cui le emozioni, i pensieri e i comportamenti dell’atleta e dell’allenatore sono reciprocamente interconnessi” (Jowett).
7. Come sei riuscito a bilanciare i tuoi molteplici ruoli e responsabilitĂ nel mondo della pallavolo?
R. Una sola parola: sacrificio. Ho sacrificato la famiglia, gli amici, il tempo libero, le vacanze. Esisteva solo il lavoro e la pallavolo (quante notti in bianco)
8. C’è un libro o un articolo che hai scritto che ritieni particolarmente utile e che consiglieresti agli allenatori e ai giocatori?
R. Se ti riferisci alle due pubblicazioni che ho fatto, sono state solo dei momenti diciamo formativi e celebrativi. Nel senso che il primo libro: “Perchè devo scegliere te” è nato dal riordinare e catalogare una serie di appunti dei corsi ai quali avevo partecipato; mentre il secondo è una raccolta fotografica e storica di come è nata la Pallavolo nella Provincia di Chieti. Piuttosto consiglierei a tutti di approfondire maggiormente gli aspetti inerenti la metodologia dell’allenamento, tematica forse presa poco in considerazione ma che, con l’opportuna conoscenza, permette di migliorare la qualità e l’efficacia dell’allenamento
9. Quali sono le sfide piĂą grandi che hai affrontato nella tua carriera e come le hai superate?
R. Ogni volta che sono andato in una nuova Società . Ogni cambiamento è una sfida e per affrontarle e superarle bisogna fare come diceva Darwin: sopravvive al cambiamento non la specie più forte, ma quella più capace di adattarsi; mai cullarsi sugli allori e dare per scontato che il successo di oggi possa essere mantenuto per sempre immutato. Se da una parte è giusto riconoscersi i meriti, bisogna poi però rimettersi in discussione per capire come adattarsi ai tempi.
10. Cosa significa per te il motto “SPAKKA!” e come lo interpreti nel contesto del lavoro con i giovani atleti?
R. Disciplina, impegno, dedizione, attenzione ai particolari, coesione, ambizione, positività , rinnovamento e soprattutto ….. Amore per quello che si fa.
Grazie Adriano per il tempo che ci hai dedicato e siamo certi che con la PACH96 porteremo avanti un progetto che SPAKKA! ![]()
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