Amici del Volley!
Siamo entusiasti di presentarvi un’intervista esclusiva con Maurizio Capuzzi, docente di Scienze Motorie e storico allenatore della Pallavolo a Chieti. Oltre ad essere un punto di riferimento per i nostri giovani atleti, Maurizio ha allenato molti giocatori teatini, alcuni anche di successo, incluso il sottoscritto che ha avuto il piacere di condurre questa intervista ![]()
Scoprirete la sua straordinaria carriera, i valori che trasmette ai suoi giovani atleti e tanto altro ancora. Non perdete l’occasione di lasciare un commento e di condividere le vostre impressioni!
D: Ciao Maurizio! Puoi raccontarci come è iniziata la tua carriera nel mondo della Pallavolo
e cosa ti ha portato a diventare allenatore?
R: Alle scuole medie, il Prof. di religione, il compianto don Massimo Colella, vedendo che non riusciva a tenermi fermo nel banco, mi portò in palestra. Era un gruppo di ragazzini della AS Primavera che si allenava sotto la gradinata del campo della Civitella. I miei primi allenatori furono Francesco Panichi, Fausto D’Alessandro e Giampiero Leombroni. Successivamente, dopo un infortunio, i dirigenti del CUS Chieti mi affiancarono proprio a Leombroni, che aveva iniziato ad allenare anche la femminile. Per anni sono stato il suo secondo, visto che lui era impegnato anche con la serie A maschile.
D: Quali sono le tue prime impressioni sul settore del Minivolley della PACH96?![]()
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R: Ben organizzato, efficiente, si sente che la società ci conta e ci investe le risorse possibili e tante energie.
D: Quali sono gli obiettivi principali che ti sei prefissato per i bambini che alleni nel Minivolley?
R: Il mio obiettivo è fornire buone basi motorie e tecniche, ma soprattutto trasmettere loro la passione per lo sport, qualunque esso sia. Solo questo può garantire una continuità che, col tempo, porta a miglioramenti ed evita abbandoni precoci. Il movimento della Pallavolo ha bisogno non solo di atleti, ma anche di tecnici, arbitri e soprattutto dirigenti.
D: Tu hai avuto una carriera importante come allenatore di squadre di categoria. Raccontaci qualcosa del tuo curriculum e cosa c’è di diverso nell’allenare dei bambini?
R: Ho ottenuto circa una decina di promozioni, ma la cosa di cui vado più orgoglioso è che tutte le squadre che ho allenato le ho prese dal settore giovanile e seguite fino alla massima categoria che potevano disputare, sia maschili che femminili. Per me è difficile trovare differenze sostanziali. Credo che l’apprendimento non finisca mai. I giovani devono imparare le tecniche di gioco, mentre gli atleti evoluti devono perfezionare la propria tecnica. Giocando si impara a giocare, ma gli esercizi analitici tecnici aiutano a giocare meglio.
D: C’è un momento particolare della tua carriera di allenatore che ricordi con particolare affetto o orgoglio?
R: Grazie a Dio, ho avuto tanti momenti significativi. Forse quello più importante non riguarda una promozione ma una retrocessione. Dalla C1 femminile, avevamo pattuito con la società un premio salvezza che non siamo riusciti ad ottenere. Nel girone di ritorno, ho messo in campo 3 o 4 ragazzine di 14/15 anni che si sono difese benissimo. Per questo, la società mi diede comunque il premio salvezza pattuito, nonostante la retrocessione. L’anno successivo vincemmo il campionato con la stessa squadra e altre giovani in campo.
D: Quali valori e principi cerchi di trasmettere ai bambini durante gli allenamenti di Minivolley?
R: Per essere atleti, ci sono alcuni requisiti che è importante far conoscere fin da bambini: rispetto del gruppo, tecnico incluso; voglia di apprendere per migliorare, uscendo dalla propria zona di comfort; lealtà verso compagni e avversari. Tutto questo è possibile solo se c’è una grande passione, come ho accennato nella risposta alla domanda 3.
D: Perché le famiglie dovrebbero avvicinare i loro figli alla pallavolo?
R: Onestamente, la pallavolo non è uno sport facile per l’apprendimento, richiede capacità coordinative e tecniche specifiche. È l’unico sport di squadra in cui l’attrezzo (la palla) non può essere trattenuto, un grande problema in età infantile. Tuttavia, insegna a prendere decisioni importanti rapidamente ed è uno sport molto sociale, in cui il passaggio della palla è imposto per regolamento. È completo dal punto di vista fisico e intellettivo. In una parola, è educativo.
D: Come riesci a mantenere alta la motivazione dei bambini durante la stagione?
R: Adotto cicli di apprendimento non lunghi e in forma ludica per evitare la noia e la stereotipizzazione degli stimoli. Queste unità di apprendimento vengono ripetute durante la stagione. L’apprendimento motorio non si manifesta subito e i tempi sono personali.
D: C’è un aneddoto divertente o significativo che hai vissuto con i tuoi piccoli atleti che vorresti condividere?
R: Di aneddoti ne ho tanti, ma uno dei più significativi è che, da quando ho deciso di dedicarmi all’avviamento per motivi di impegni, ho cominciato a vedere affidati a me i figli di tantissimi miei ex giocatori, il che è motivo di grande orgoglio. Ultimamente, però, stanno arrivando anche i nipoti, e questo mi fa pensare che forse è quasi ora di smettere! ![]()
D: Infine, cosa significa per te il motto “SPAKKA!
” e come lo interpreti nel contesto del lavoro con i bambini del Minivolley?
R: Devo ammettere che avete coniato un motto attuale e giovanile, parte dello slang della nuova generazione. Con i più piccoli va interpretato con divertimento: non si “SPAKKA!” solo quando si vince, ma soprattutto quando si partecipa e ci si diverte. In pratica, i più giovani “SPAKKANO!” quando ci sono e partecipano, al di là del risultato. Certo, se partecipano e vincono “SPAKKANO!” di più!
Inoltre, lo abbiamo adottato come saluto di squadra e funziona molto bene.
Un sentito ringraziamento a Maurizio Capuzzi per il tempo che ci ha dedicato e per aver condiviso con noi il suo prezioso bagaglio di esperienze e conoscenze. La sua dedizione e il suo entusiasmo sono una fonte di ispirazione per tutti noi.
Invitiamo tutti a guardare nei commenti il breve video in cui i suoi piccoli atleti fanno il saluto con il motto: “SPAKKA!”
FORZA PACH96! ![]()
SPAKKA!

