“SPEAK & SPAKKA! “: LE INTERVISTE DELLA PACH96! Alceo Esposito

Amici del Volley!

Continuiamo oggi la rubrica della PACH96💛💙 “SPEAK & SPAKKA! 🔨 “, con la terza puntata dedicata ad uno dei pilastri della Pallavolo cittadina e non solo.

Dopo l’intervista a Matteo la Sorda, il Coach della nostra squadra di Serie D femminile, e ad Andrea Mancini, uno dei massimi dirigenti della nostra società, vi proponiamo oggi l’intervista esclusiva ad uno che “SPAKKA!”, e che non ha bisogno di grandi presentazioni: Alceo Esposito!

Vi auguriamo una buona lettura! E, se vi va, lasciate il vostro commento!

1. D. Ciao Alceo! Puoi raccontarci un po’ della tua carriera da allenatore e da giocatore di Serie A e come quest’ultima esperienza ti ha influenzato nella successiva carriera di allenatore?

R. Ciao Andrea! Ho iniziato a giocare a pallavolo intorno al 1968, quando Tonino Di Renzo, dei Vigili del Fuoco, mi invitò a presentarmi alla loro caserma. Da lì la mia carriera è decollata con la Primavera Volley, una delle tre società di pallavolo operative a Chieti negli anni ’60-’70.

Ho poi avuto la fortuna di incontrare Giampiero Leombroni, Pino Napoleone e Ricciuti, che hanno giocato ruoli chiave nella crescita della Pallavolo a Chieti, portandola fino alla Serie A. Ho conosciuto grandi giocatori, e per me è stato un grande onore poter giocare al fianco di Dvorak, Campione Olimpico a Los Angeles e Campione del Mondo in Francia nel 1986; dopo alcuni anni sono passato a giocare in altre squadre, tra cui Pineto, Ascoli, Ortona e Lanciano.

Quando ho smesso di giocare, ho deciso di diventare allenatore. Ho allenato in Serie B sia squadre maschili che femminili, adattandomi ai cambiamenti del gioco. La pallavolo è cambiata molto negli anni: nuove regole, nuove tecniche di ricezione e attacchi più veloci. Allenare oggi richiede continuo aggiornamento, come ho imparato da grandi allenatori come Velasco, Mencarelli e De Giorgi.

Ringrazio la PACH96💛💙, in particolare Andrea Mancini, Stefania Dalerci e Rea Tucci, per avermi permesso di continuare a contribuire al mondo della pallavolo, anche dopo un periodo di stop. Oggi, mi dedico a formare giovani atlete, trasmettendo loro la passione e le basi per crescere nel mondo dello sport.

2. D. Sta per iniziare il Campionato di Seconda Divisione Femminile e una delle nostre squadre, da te allenata, si cimenterà in questa avventura. Quali sono le tue prime impressioni sulla squadra e quali sono gli obiettivi principali che tu e la PACH96💛💙 vi siete prefissati per questa stagione?

R. Sono molto entusiasta di iniziare il Campionato di Seconda Divisione Femminile con la nostra squadra. In questo mese e mezzo di preparazione ho notato che tutte le ragazze hanno iniziato a migliorare tecnicamente, in particolare con il servizio “float”. Questo è un buon segno per la stagione.

Gli obiettivi principali per la squadra sono crescere tecnicamente e tatticamente, sviluppare un forte spirito di gruppo e, naturalmente, vincere più partite possibile. Voglio che le ragazze imparino a stare in campo e a mantenere alta la concentrazione durante gli allenamenti e le partite.

3. D. Come descriveresti il tuo stile di allenamento e quali valori cerchi di trasmettere alle tue giocatrici?

R. Non ho uno stile fisso; tento di trasmettere alle mie giocatrici l’importanza dell’aggiornamento continuo e dell’adattabilità. Voglio che comprendano che il gioco di oggi è diverso da quello di ieri, e che devono essere pronte a migliorare costantemente. Allenarsi bene significa sapere sia la tecnica che la tattica, e saperle applicare in campo.

4. D. Come riesci a mantenere alta la motivazione delle tue giocatrici durante la stagione?

R. La motivazione principale delle ragazze deriva dalla possibilità di migliorare e di riuscire a fare cose che prima non riuscivano a fare. Durante gli allenamenti, loro stesse capiscono i loro progressi e questo le spinge ad impegnarsi sempre di più.

Tento di creare un ambiente positivo e incoraggiante, in cui ogni successo, anche il più piccolo, viene celebrato. Inoltre, insisto molto sulla disciplina e sull’importanza di mantenere alta la concentrazione, anche durante le sessioni di allenamento più brevi.

5. D. C’è un momento particolare della tua carriera che ricordi con particolare affetto o orgoglio?

R. Uno dei ricordi più belli della mia carriera risale al 1980, quando abbiamo vinto il campionato di Serie A. È stato un momento meraviglioso, soprattutto l’ultima partita a Sesto Fiorentino, durata due ore e quarantacinque minuti. Conservo ancora il quinto set di quella partita. Un altro ricordo significativo è stata la vittoria del campionato con l’Ortona; in quell’anno portammo la squadra in Serie A insieme con Giontella, Tullio Agricola e Pangarov. Anche le salvezze di squadre femminili con giocatrici non di altissimo livello mi riempiono di orgoglio, perché siamo riusciti a competere contro squadre superiori grazie al nostro gioco.

6. D. Quali sono le sfide più grandi che hai affrontato come allenatore e come le hai superate?

R. Le sfide più grandi sono state quelle di adattarmi ai cambiamenti del gioco e di mantenere alta la motivazione delle giocatrici. La pallavolo è cambiata moltissimo negli anni, e bisogna essere sempre aggiornati e pronti a modificare il proprio approccio. Ho superato queste sfide partecipando a corsi di aggiornamento e studiando i metodi dei migliori allenatori. Inoltre, tento sempre di creare un ambiente positivo e incoraggiante per le mie giocatrici, aiutandole a migliorare costantemente.

7. D. Puoi condividere un aneddoto divertente o significativo che hai vissuto nella tua carriera?

R. Un aneddoto divertente risale a quando giocavamo in A2 e stavamo viaggiando in pullman per una partita in Puglia. Ci siamo fermati in un autogrill e, ripartendo, ci siamo accorti che avevamo lasciato un compagno al bagno! Fortunatamente, una macchina ci ha raggiunti e ci ha fatto segno di fermarci, così siamo tornati a recuperarlo. È stato un episodio che ricordo sempre con un sorriso!

8. D. Tu sei tra coloro, a Chieti, che può vantare di essere stato presente nel mondo della Pallavolo fin dalle sue origini. Come è cambiata la Pallavolo in tutti questi anni, dal punto di vista tecnico, tattico e di approccio all’attività da parte dei ragazzi, delle giocatrici e dei giocatori più adulti e degli allenatori?

R. La pallavolo è cambiata radicalmente. Tecnicamente, sono state introdotte nuove regole e tecniche, come il Libero e il rally point system. I giocatori oggi devono essere molto più veloci e forti rispetto al passato. Tatticamente, ci sono nuovi sistemi di gioco e di ricezione. L’approccio dei giovani è diverso, con più distrazioni rispetto a quando ero giovane io. Gli allenatori devono aggiornarsi continuamente e adattarsi ai cambiamenti del gioco per restare competitivi.

9. D. Come vedi il futuro della Pallavolo Chieti 1996💛💙 e quali sono le tue speranze per la società?

R. Vedo un futuro promettente per la Pallavolo Chieti 1996💛💙. La società ha dimostrato una grande capacità di adattamento e crescita nel corso degli anni. Le mie speranze per il futuro includono il continuo sviluppo delle giovani atlete, migliorando costantemente la qualità del gioco e portando la squadra a competere a livelli sempre più alti. Inoltre, spero che la PACH96💛💙 possa continuare a essere un punto di riferimento per la comunità, promuovendo i valori dello sport e dell’inclusione.

10. D. Infine, cosa significa per te “SPAKKA!” il motto della PACH96💛💙 e come lo interpreti nel contesto della pallavolo?

R. “SPAKKA!” per me rappresenta determinazione, grinta e il desiderio di superare ogni sfida. È uno slogan che incarna l’energia e la passione con cui affrontiamo ogni partita e ogni allenamento. Nel contesto della pallavolo, significa dare il massimo, non arrendersi mai e affrontare ogni situazione con uno spirito combattivo e positivo. È un mantra che spero diventi una fonte di ispirazione per tutte le giocatrici e i giocatori della società.

Ringraziamo Alceo per il tempo che ci ha dedicato e auguriamo a lui e a tutti voi un Campionato di Seconda Divisione che… SPAKKA!

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